Vele d’Epoca a Imperia, quando il mare racconta storie che non invecchiano
di Silvia Tonda
Ci sono manifestazioni alle quali ci si avvicina per curiosità, altre per passione e altre ancora che riescono a trasmettere qualcosa di particolare già attraverso le immagini, i racconti e l’atmosfera che si crea intorno a loro. Le Vele d’Epoca di Imperia appartengono certamente a quest’ultima categoria, perché basta osservare quelle barche entrare in porto, soffermarsi sul legno lucido, sulle vele, sugli equipaggi e su quella straordinaria eleganza che sembra appartenere a un altro tempo per comprendere che qui non si sta semplicemente parlando di una regata, ma di un incontro tra il mare, la storia e una passione che continua a tramandarsi attraverso le generazioni.
Quest’anno Imperia ha inoltre un motivo in più per essere orgogliosa della sua manifestazione, perché le Vele d’Epoca festeggiano quarant’anni e lo fanno con un’edizione particolarmente ricca, inserita in una Sailing Week che dal 28 agosto al 6 settembre ha trasformato il porto e la città in uno dei grandi punti d’incontro internazionali della vela classica.
È probabilmente proprio questo l’aspetto che più mi affascina della manifestazione, perché a Imperia si incontrano sport e storia, competizione e bellezza, eleganza e passione autentica per il mare, mentre sulle banchine si respira quell’atmosfera vagamente mondana che appartiene da sempre al mondo dei grandi yacht, senza però cancellare il fascino antico della marineria, il lavoro degli equipaggi e quella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che ha attraversato il tempo senza perdere la propria identità.
Naturalmente sono le barche ad attirare immediatamente lo sguardo e chiamarle semplicemente imbarcazioni sarebbe quasi riduttivo, perché alcune sono veri monumenti galleggianti, nati per navigare e non per rimanere immobili in un museo, capaci di attraversare epoche, mode e generazioni di armatori e marinai continuando ancora oggi a prendere il mare.
L’edizione 2026 ne ha riunite oltre sessanta e, in occasione del quarantennale, Imperia ha ospitato anche il Campionato Mondiale della Classe 12 Metri Stazza Internazionale, riportando sull’acqua alcune delle barche che hanno scritto pagine memorabili della storia dell’America’s Cup. Tra queste è impossibile non citare Kookaburra II, appartenente a Patrizio Bertelli, patron di Luna Rossa e presidente di Prada, campione del mondo 12 Metri nel 2024 e soprattutto uno di quei nomi capaci di riportare immediatamente alla leggendaria America’s Cup disputata a Fremantle nel 1987.
Accanto alle protagoniste delle grandi competizioni internazionali si possono però incontrare autentiche signore del mare che raccontano una storia ancora più lontana, come Nin, varata nel 1913, oppure Cambria, progettata dal grande William Fife e costruita nel 1928, che con i suoi circa quaranta metri rappresenta una presenza difficile da ignorare. Davanti a queste barche viene spontaneo provare a immaginare quante miglia abbiano percorso, quanti mari abbiano attraversato e quante persone, nel corso di un secolo, abbiano camminato sui loro ponti affidando al vento le loro vele.
Forse è proprio questo continuo incontro tra presente e passato a rendere così particolare l’atmosfera delle Vele d’Epoca, perché non si tratta di una rievocazione nella quale vecchie imbarcazioni vengono semplicemente esposte alla curiosità del pubblico. Queste barche navigano ancora, vengono preparate e curate dagli equipaggi, lasciano gli ormeggi e tornano a competere in mare, dimostrando che la loro storia non è terminata e che, anzi, continua ogni volta che una vela viene spiegata al vento.
È altrettanto bello constatare come tutto questo non rimanga confinato agli appassionati di vela, perché Imperia ha costruito intorno alle regate una vera festa della città, con Calata Anselmi come cuore della manifestazione e un programma che comprende incontri, mostre, musica, spettacoli e momenti dedicati alle famiglie. Anche la presenza della Nave Scuola Palinuro della Marina Militare aggiunge un ulteriore tassello a questo racconto nel quale la tradizione marinara italiana dialoga continuamente con quella della grande vela internazionale.
Il fine settimana conclusivo offre poi alcuni degli appuntamenti più suggestivi della manifestazione, a cominciare dalla Parata di Eleganza al Molo Lungo di Porto Maurizio, seguita dalle regate, dalla premiazione e dalla cerimonia di chiusura, mentre la sera Imperia saluta le sue regine del mare con la musica e con lo spettacolo piromusicale dei Fuochi sull’Acqua, quasi a voler aggiungere un ultimo tocco di magia a un appuntamento che della bellezza ha fatto uno dei propri elementi distintivi.
Tra i diversi momenti in programma ce n’è però uno che, lo confesso, mi incuriosisce in modo particolare e che mi dispiace davvero non poter seguire direttamente. Domenica 6 settembre, dalle 12.30 alle 16, l’Area Lounge ospiterà infatti la Sailing Cooking Experience, la “Sfida dei Cuochi di Bordo delle Vele d’Epoca di Imperia”, un incontro tra la cultura della navigazione e quella della cucina che mi sembra perfettamente coerente con lo spirito della manifestazione, perché anche cucinare a bordo significa confrontarsi con tradizioni, spazi, abitudini e piccoli rituali della vita di mare.
Purtroppo questa volta altri impegni mi chiamano altrove proprio nel momento in cui avrei voluto continuare a seguire questa grande festa e mi dispiace particolarmente dover rinunciare alle ultime giornate, ma per fortuna a Imperia rimarrà la troupe di Seven Live TV, che seguirà la manifestazione per realizzare il servizio video e mi permetterà almeno di recuperare attraverso lo schermo quello che non riuscirò a vedere direttamente. Naturalmente non sarà esattamente la stessa cosa, perché il mare ha un profumo che nessuna telecamera è ancora riuscita a registrare e il rumore di una barca che si muove lentamente all’ormeggio appartiene a quelle sensazioni che bisogna vivere sul posto, ma sarà comunque un modo per continuare idealmente questo viaggio.
Forse è proprio questo piccolo rimpianto a farmi comprendere ancora meglio il fascino delle Vele d’Epoca, soprattutto pensando che viviamo in un tempo nel quale tutto sembra diventare rapidamente vecchio e sostituibile mentre a Imperia accade esattamente il contrario: ciò che è antico viene custodito, restaurato, amato e soprattutto continua a vivere. Una barca costruita quasi cento anni fa non viene osservata soltanto come un oggetto del passato, ma torna in mare, prende il vento e corre accanto ad altre barche portando con sé la propria storia e dimostrando quanto possa essere affascinante conservare il passato senza trasformarlo in qualcosa di immobile.
Naturalmente c’è anche il glamour, c’è il bel mondo, ci sono armatori importanti, ospiti, campioni della vela e quell’eleganza internazionale che accompagna da sempre i grandi appuntamenti nautici, ma sotto questa superficie rimane qualcosa di molto più semplice e probabilmente più autentico, rappresentato dall’amore per il mare e per barche costruite quando navigare richiedeva esperienza, pazienza e una conoscenza quasi istintiva del vento. C’è anche un po’ di amarcord, inevitabilmente, ma è un amarcord che non rimane chiuso in un album di fotografie, perché queste meravigliose signore continuano a vivere proprio nel momento in cui tornano a navigare.
Per questa volta dovrò quindi lasciare che siano le immagini realizzate dalla troupe di Seven Live TV a raccontarmi l’ultimo capitolo della manifestazione e, soprattutto, quella sfida dei cuochi di bordo alla quale avrei assistito davvero molto volentieri, ma posso già fare una promessa a me stessa: il prossimo anno, quando arriverà il momento di segnare gli impegni sull’agenda, controllerò prima le date delle Vele d’Epoca di Imperia e cercherò di lasciare intorno a quei giorni parecchio spazio bianco, perché una manifestazione come questa merita di essere vissuta fino all’ultima vela che rientra in porto.
Nelle prossime settimane, su Seven Live Web TV … il servizio video …
